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Bianca Tragni presenta "Le sciagurate regine di Napoli"

08 March 2024

Si è tenuta il 7 marzo '24, nella sala consiliare a Palazzo di città, l'iniziativa dell’Unitre di Andria che ha visto la presentazione del libro “Le sciagurate regine di Napoli” della storica, giornalista e scrittrice Bianca Tragni. Dopo i saluti della presidente Unitre, Maria Rosaria Inversi, legata all'autrice da profonda stima e amicizia, e dopo l'intervento della Sindaca Giovanna Bruno complimentatasi per le scelte, sempre pregne di bellezza e attenzione nonché di cultura, da parte dell'Unitre di Andria, promotrice dell'evento, è stato dato ampio spazio all'approfondimento storico del libro. Una provocazione la definisce l’autrice nella quarta di copertina, per non cadere nella trappola del buonismo femminista.

Bianca Tragni giornalista e scrittrice, pugliese originaria di Altamura, nel corso della sua carriera, si è occupata principalmente di storia, cultura pugliese e folclore della città di Altamura e della Puglia nonché di divulgazione di argomenti di storia medievale, moderna e contemporanea. Ha insegnato storia e filosofia nei licei, si è occupata di antropologia e cultura locale e nel corso della sua carriera è stata insignita di numerosi premi relativi al giornalismo e alla cultura in generale. È divenuta in seguito Preside del Liceo Scientifico della sua città Altamura, che ha intitolato a Federico II di Svevia.

Ma torniamo alla presentazione del suo libro su cui la stessa autorice precisa «Non è vero che le donne, solo in quanto donne, sono tutte belle, brave, buone, intelligenti, virtuose. Basta pescare nella storia e si trovano delle anime nere che, specie se sono state ai vertici del potere, hanno fatto peggio degli uomini. In questo libro si narrano quattro Regine di Napoli, che in certe epoche ha avuto le peggiori sovrane possibili. Di queste personalità torbide e controverse si raccontano qui storie incredibili ancor oggi. Con tutto il fascino ambiguo che possono avere simili donne».

Un libro che si snoda con leggerezza sebbene sia pregno di migliaia di ricostruzione storiche, che narra quasi fosse un gossip la vita tormentata – e l’esempio ambiguo appunto – di queste figure femminili che loro malgrado o appositamente hanno contributo a scrivere la storia. Giovanna I d'Angio; Giovanna II d'Angio; Carolina d'Aburgo e Maria Sofia di Baviera.

La parola "regina" è evocativa di ben altro profilo, spessore: è un’icona di bellezza, di dolcezza, di austerità, un concentrato di virtù nell’immaginario collettivo soprattutto femminile, mai nessuno penserebbe a delle regine indegne, cattive che non vengono sconfitte come nelle fiabe ma regnano pure e fanno gravi danni.

 L'INTERVISTA