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  • Intronizzazione Maria che Scoglie i nodi
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Intronizzazione Maria che Scoglie i nodi

08 marzo 2015

Si è svolta martedì 8 marzo alle ore 17 la concelebrazione Eucaristica presieduta dal Can. Giannicola Agresti, presidente del Capitolo Cattedrale, che segna l'inizio della devozione per l'icona “Maria che scioglie i nodi” realizzata dell’artista Rosa Colzani su invito dell'UniTrè.

«Sono venuta a conoscenza della devozione a “Maria che scioglie i nodi” tramite la presidente dell'Unitré, Maria Rosaria Inversi, che mi fece vedere l’immagine della Vergine con la preghiera che Papa Francesco, suo devoto, le aveva dedicato». Spiega l'artista Rosa Colzani che ha realizzato l'opera.

«Questa devozione – continua Colzani – nasce in Germania, ad Augusta, a seguito di un prodigio avvenuto nel 1615, mentre si stava pregando presso la cappella della chiesa di San Pietro in Perlach, davanti all’immagine della Madonna delle Nevi, per risolvere un dissidio coniugale. Da premettere che il culto vuole che, all’epoca, le suore donassero un nastro bianco alla futura sposa e, una parte, al suo futuro sposo. Tornando all’episodio verificatosi nel 1615, mentre una coppia stava pregando presso la cappella della chiesa, i nodi del nastro vennero prodigiosamente sciolti e lo stesso cominciò a splendere di un bianco sorprendente. Avvenuto il prodigio, il figlio di questa coppia che si era così rinsaldata, per devozione, diede incarico ad un pittore di dipingere la Madonna dei Nodi a significare che le difficoltà che si trovano nella vita coniugale vengono man mano, insieme, risolte. Da qui, nasce la devozione per l'Icona religiosa».

Il dipinto originale è tutt’oggi conservato in S. Pietro in Perlach in Augusta, in Germania.
L’arte occidentale ha contribuito alla diffusione del culto. Nel Rinascimento, con la consapevolezza dei problemi legati all’umanità ma con la fede nella giustizia Divina, l’arte, che nei secoli precedenti era legata all’iconografia ieratica della cultura bizantina e delle icone russe, acquista una profondità legata al più infinito sentire delle emozioni umane.

Fin dai primi tempi dell’arte Cristiana il colore azzurro rappresentava le tre persone Divine; il colore bianco la regalità e il rosso l’umanità.
«Nel dipinto Maria esprime una tenerezza immensa nel sciogliere i nodi di quel nastro che simboleggiano le difficoltà che ciascun di noi incontra nella propria vita e che talvolta non è in grado di sciogliere da solo. Maria - continua l'artista - è come se ci dicesse: “Abbi fede, non disperare, ci sono io, tua Madre, che pensa a te e ti aiuta”. Il colore del mantello di Maria è azzurro-blu e simboleggia il colore della divinità, poiché è sceso lo Spirito Santo che ha steso su di lei l’ombra della potenza dell’Altissimo.  Il vestito rosso simboleggia la sua umanità. I suoi piedi poggiano su uno spicchio di luna e schiacciano la testa del serpente, suo mortale nemico».

Nel dipinto originario, nella parte inferiore, c'è l’arcangelo Raffaele che accompagna Tobia nella città dove l’attende la sua futura sposa Sara. La città sul monte viene sostituita, nella riproduzione andriese, con i tre campanili, a simboleggiare la città di Andria - una caratterizzazione suggerita dalla presidente Unitrè, Maria Rosaria Inversi – e i due personaggi non hanno volutamente un volto e permettono ai fedeli di potersi ritrovare i quei viandanti.

Un’icona alta 200 centimetri per 130 di larghezza (leggermente più piccola dell’originale) che resterà, al culto dei fedeli, posizionata nella prima cappella a destra dell’ingresso in cattedrale.

«Il rito di intronizzazione dell’icona della Madonna che scioglie i nodi rappresenta il culmine di un lavoro che va avanti dal 2013, da quando – commenta la presidente Unitrè, la prof.ssa Maria Rosaria Inversi – ho partecipato alla Messa in Santa Marta con Papa Francesco a cui ho fatto questa promessa, fra l’altro incoraggiata da lui. Quindi sulla scorta di questo incitamento siamo partiti e abbiamo trovato anche la disponibilità dell’artista Rosa Colzani, una persona di grande animo, che si è messa subito a disposizione e ha cominciato a lavorare al dipinto dopo aver fatto le opportune ricerche sull’icona originale. Siamo anche stati ad Augusta per studiare nei minimi particolari l’icona che è stata fedelmente riprodotta seppur con qualche caratterizzazione, volutamente apportata, per contestualizzarla alla nostra città. I lavori si sono conclusi poco prima di Natale. Oggi 8 marzo, giorno in cui il Papa celebra la festa mensile della Madonna dei Nodi, noi intronizziamo l’icona ad Andria».